Uno degli itinerari per motociclisti degno di essere preso in considerazione è quello della Valle Del Marecchia. Il Fiume Marecchia nasce da Monte Zucca (m 1258) - rilievo che fa parte della catena Alpe della Luna - e confluisce, dopo un percorso di circa 90 Km, in Adriatico, in due rami di cui uno e' il porto-canale di Rimini. Durante il suo corso attraversa tre provincie, nella parte più alta la provincia di Arezzo, nella parte media la provincia di Pesaro-Urbino e nella parte bassa la provincia di Rimini. Il suo corso e' accompagnato dalla strada di fondovalle SS 258 denominata Marecchiese. La vallata si risale partendo da Rimini antica citta' romana e patria dal Medioevo della gloriosa famiglia dei Malatesta. La valle del Marecchia si diversifica notevolmente rispetto alle valli poste piu' a nord. Le formazioni marnoso arenacee lasciano qui il posto ad argille scagliose dalle quali emergono rupi alte e tagliate, formate prevalentemente da arenarie e argille. Per questa diversa conformazione, unita alla cruenta storia medioevale che ha caratterizzato questo territorio, i principali nuclei abitati sono sorti e si sono sviluppati sugli spuntoni rocciosi che costeggiano il fondovalle. Volendo visitare i principali centri sara' quindi piu' volte necessario lasciare la direttrice principale di fondovalle (SS258 Marecchiese), ed addentrarsi in un turbine di curve attraverso un paesaggio che lascera' impressionato anche il più restio tra i motociclisti. Pochi chilometri sulla stessa (verso monte) ed occorre effettuare la prima deviazione (a sinistra) per raggiungere Verucchio. Antico borgo con castello ben conservato, posto su uno sperone roccioso che domina la Valmarecchia. Si ridiscende fino a raggiungere la statale per proseguire verso monte, circa 6 Km e all'altezza di Pietracuta occorre deviare, sempre a sinistra. In circa 10 Km si raggiunge il centro forse piu' rinomato dell'intera valle, San Leo, arroccata su di un enorme masso. Patria storica di tutto il Montefeltro, nell'antichita' questo castello riusci' a guadagnarsi il titolo di potentissima ed imprendibile rocca. Oltre per la sua inespugnabilita' San Leo divenne famosa anche per aver essere stata la prigione di uno dei piu' controversi personaggi di fine ‘700; ci riferiamo al Conte di Cagliostro. Sedicente prestigiatore, medico taumaturgo, indovino, alchimista e veggente; i suoi contemporanei lo ricordarono anche come frequentatore di corti e salotti, apprezzato dalla nobilta' europea e dai suoi sovrani per le sue poliedriche e affascinanti attività. Condannato a morte dal Supremo tribunale del santo Uffizio il 4 aprile 1791, fu graziato col carcere a vita da da papa Pio VI. Gli si contestava la fondazione di una nuova loggia massonica nello stato pontificio e, indirettamente, contatti con la massoneria francese. Tornando sulla statale, sempre verso monte, si puo' raggiungere il prossimo comune della valle Sant'Agata Feltria, prendendo questa volta la deviazione sulla destra e, senza tralasciare una sosta all'interessante frazione di Petrella Guidi, superare Monte Benedetto. Riguadagniamo il corso del Marecchia per portarci poi a Pennabilli, cittadina ai piedi del monte Carpegna, carica di storia, nata dall'unione dei due antichi castelli costruiti su due picchi adiacenti, Penna sul Roccione e Billi sul Rupe. Particolarmente rinnomata e' il suo festival internazionale dell arte di strada dove musicisti sopraffini, giocolieri strampalati, ma anche attori, inventori, cantastorie, pittori, scultori e saltimbanchi, si danno appuntamento ormai da 13 anni tra la fine di maggio e l inizio di giugno. Tornando nuovamente alla statale Marecchiese puntiamo ora decisamente verso monte, superando velocemente le frazioni di Ca' Raffaello e Molino di Bascio, e poco dopo entriamo in Toscana. Pochi chilometri ci dividono dall'ultimo comune della valle, Badia Tedalda (provincia di Arezzo) centro turistico montano alle pendici del gruppo montuoso dell'Alpe della Luna, crinale Appenninico principale. Superata Badia, dopo circa 8 chilometri, si raggiunge (3,5 Km dal bivio per Balze) il passo di Viamaggio (Mt. 983) porta naturale che immette nella Toscana Valtiberina. Inutile dire che lungo tutto il percorso ci si può imbattere in numerosi ristoranti e trattorie per degustare tutti i piatti tipici della cucina romagnola e toscana nonché i prodotti che il bosco e sottobosco offre.
Pubblicato il: 2010-02-22